Oro

COME RICONOSCERLO


L’oro è un metallo pesante e quindi l'oggetto che ispezioniamo può darci gia dei suggerimenti considerando questo aspetto.

E' possibile verificare la presenza di punzonature in aree nascoste (per titoli inferiori a 750 il millesimo dovrebbe trovarsi all'interno di un esagono. Dovrebbero figurare inoltre sigle del produttore e la provincia di provenienza).

Le zone di maggiore usura non devono presentare dei cambi di colore o delle scrostature o evidenziare delle placcature.

Non viene attratto da una calamita.

Ad alti titoli risulta facilmente intaccabile perché è un metallo tenero (la famosa prova della moneta tra i denti), ecco come mai non viene usato oro 24k in gioielleria.

Se strofinato su ceramica non smaltata dovrebbe lasciare traccia color oro (se è un falso la traccia sarà scura)

Su pietra di paragone la traccia bagnata dall'acido apposito deve rimanere ben marcata.



ESTRAZIONE


L’oro è reperibile nei depositi alluvionali e nelle rocce sotto forma di pagliuzze, grani e pepite.

Spesso si trova associato al quarzo o a solfuri minerali (pirite, calcopirite, galena, arsenopirite, ecc..)

I giacimenti di oro alluvionale si formano per erosione e dilavamento di rocce metamorfiche e rocce ignee.


La concentrazione dell’oro sulla crosta terrestre è 0,03 ppm (0,03 g per tonnellata).

Perché sia visibile all’occhio umano deve raggiungere concentrazioni di 30ppm.

Negli oceani sono presenti 20 milioni di tonnellate di oro, ma la loro bassa concentrazione (0,0013 ppm) ne rende l’estrazione poco conveniente.



L'ORO NEI SECOLI


L’oro diverrà nel tempo simbolo universale di regalità, purezza, lealtà, fede e retta convinzione che permeerà popoli, mitologie e religioni.

Le valute di molte popolazioni si sono basate sul valore dell’oro: le civiltà dell’Asia Minore affacciate sul Mar Nero, i cui territori pullulavano di miniere aurifere (640 a.C.), diffusero le prime monete metalliche.


L’esplorazione delle Americhe (dopo la loro scoperta nel 1492) furono spinte dal vociferare di preziosi ornamenti indossati dagli abitanti di quelle terre.


Nel 1800 il Sudafrica raggiunse il primato per l’oro estratto sulla terra. La ricchezza del territorio però fu motivo di lotte per il possesso dei diritti di sfruttamento e proprietà delle miniere.

Poi ottenne il podio la Cina con l’estrazione di oltre 200 tonnellate di oro. Altri grandi produttori d’oro sono l’Alaska, il Nevada, il South Dakota, l’Australia, il Perù e la Russia.


In Italia invece le ricerche di oro si concentrano nel fiume Po’ e nel Ticino. Nei pressi del Monte Rosa a Macugnaga, Valle Anzasca in Piemonte c’è un importante giacimento attualmente non sfruttato per costi e motivi di sicurezza. La sua miniera della Guia dismessa ospita, però, visite guidate.

Indagini geofisiche rivelano che sono frequenti basse concentrazioni di questo metallo anche in Toscana e in Sardegna.

Cunus Aureus_ “Punto d’oro”, così definito dai Romani il Passo dello Spluga, in Valchiavenna, identificava l’estremità settentrionale delle miniere aurifere.


Tra l’altro sta avendo molta risonanza, forse per via dei social, l’attività di ricerca dell’oro lungo i fiumi.

E se non si riesce a racimolare qualche pagliuzza, si torna a casa felici di aver passato una giornata alternativa, magari in compagnia di esperti cercatori d’oro che regalano aneddoti e consigli preziosi per riuscire nell’impresa.


CHIMICA-FISICA


Au (aurum, oro) _ è un elemento chimico di numero atomico 79 che si trova tra i metalli di transizione sulla tavola periodica. Di colore giallo. E’ duttile e malleabile, è tenero, ma pesante.

Punto di fusione intorno a 1064°C

Punto di ebollizione a 2800°C circa


Reagisce solo con ione cianuro e acqua regia (miscela instabile di acido nitrico 1HNO3 e acido cloridrico 3HCl).

Tutte le altre sostanze non riescono ad alterarlo.

Con il mercurio forma amalgami. Si trova associato all’argento e si lega inoltre al rame, al ferro ed al platino ottenendo varie colorazioni.

E’ il miglior conduttore elettrico dopo argento e rame, ma, a differenza loro, resiste ad ossidazione ed essendo estremamente malleabile è usato nell’industria elettronica.


Avendo numero atomico vicino al Mercurio, agli inizi del ‘900 si pensava di poterlo ottenere bombardando quest’ultimo con neutroni per poi pensare a trasmutazioni importanti come ferro-oro o piombo-oro. Queste operazioni hanno costi talmente elevati che non sarebbe lontanamente pensabile rientrare nella spesa con la vendita di manufatti di oro sintetico…senza poi tenere conto che l’oro ottenuto sarebbe radioattivo e dunque dannoso.


Il simbolo alchemico dell’oro è un cerchio con al centro un punto ed è lo stesso simbolo astrologico che rappresenta il Sole, uguale sia al suo pittogramma cinese che al geroglifico egizio.



SETTORI D’IMPIEGO


Attualmente è impiegato nella gioielleria, nell’odontoiatria e nei componenti elettronici, ma non è certo meno importante la sua resa in ambito astronomico, diagnostico ed in molti altri campi. Sono in corso addirittura studi per il suo impiego nell’attività catalitica.



MANUFATTI


L’oro puro è troppo tenero per trasformarlo in oggetti indossabili quindi viene legato con altri metalli per dargli carattere.

Il famoso 18k, diffusissimo in gioielleria è identificato come oro 750 (millesimi) e significa che l’oggetto è costituito per il 75% di oro e per il 25% di altre leghe.

Alla stessa maniera esistono altre percentuali usate per creare manufatti, più o meno morbidi, più o meno ricchi in oro.


Oro 750 Giallo: 75% Oro legato ad Argento in percentuale leggermente inferiore rispetto a quella del Rame.

Oro 750 Rosa: 75% Oro legato prevalentemente al Rame e al 6,5-5% d’Argento

Oro 750 Bianco: 75% Oro e il restante 25% da argento, nichel o palladio


La quantità d’oro all’interno di manufatti è data dal titolo riportato nella punzonatura e non dalla sua colorazione.

Quando si vendono i propri preziosi a peso d’oro, verrà valutata la quantità d’oro puro presente nell’oggetto indipendentemente dalla sua colorazione.